Questi sono i temi in base ai quali è possibile organizzare una visita-studio a Friburgo, per motivi professionali o per interesse personale, con gruppi di colleghi o di amici.

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Il preventivo includerà: corso di formazione, traduzione in italiano delle presentazioni di esperti locali, materiale didattico, trasporti urbani all’interno di Friburgo.

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La pianificazione urbana

Non sono tante le città in Europa che hanno visto la propria popolazione crescere di oltre il 20% nello spazio di una generazione, dai 187.000 abitanti di fine anni ’80 ai 230.000 attuali. Ancora più raro è riuscire a gestire questa pressione antropica mantenendo il consumo di suolo entro limiti estremamente ambiziosi. La sfida è stata vinta grazie ad una pianificazione basata su principi quali Innenentwicklung vor Außerentwicklung (riqualificare le aree dismesse della città, prima di espandere) e delle distanze brevi. I due quartieri pianificati e costruiti tra il 1995 e il 2015, Vauban e Rieselfeld, sono diventati modelli di eco-quartieri studiati in tutto il mondo, mentre il Flächennutzungsplan 2020 (il Piano di Utilizzo del Suolo, deliberato nel 2006 attraverso una metodologia partecipativa) ha perseguito il mantenimento di questa linea. Le previsioni di continua crescita della città anche nel prossimo futuro pongono però nuove sfide, cui il Comune ha risposto con coraggio: la pianificazione di Dietenbach, un nuovo quartiere da 15.000 abitanti da costruire tra il 2022 e il 2036, è stata assegnata a un consorzio vincitore di un concorso internazionale, i cui indirizzi sono stati definiti assieme ai cittadini. Coerentemente l’amministrazione ha lanciato il Perspektivplan (Piano delle Prospettive) ed il Piano Freiburg 2040, la “città di dopodomani”, in cui diversi stakeholder si cimentano con le sfide pianificatorie del futuro. I visitatori potranno confrontarsi con questi temi e incontrare i protagonisti delle scelte.

 

Nella culla dell’energia solare

Il nome di Friburgo è, per gli esperti del settore, sinonimo di energia rinnovabile e, in particolare, rappresenta certamente una delle culle dell’energia solare. Fin dagli anni ’70 e dalle proteste contro la costruzione di una centrale nucleare a Whyl, a pochi chilometri da Friburgo, il dibattito sulle fonti di energia “alternative” (come si chiamavano allora) è stato accesissimo. Da tale dibattito sono nate esperienze fondamentali per la diffusione delle fonti di energia rinnovabili: Friburgo è la città in Germania in cui sono installati più pannelli fotovoltaici procapite, è la patria dello studio di architettura Rolf Disch e della sua “architettura solare” e ha ospitato summit tematici internazionali come il Solar Summit 2013. Inoltre, Friburgo è la sede del Fraunhofer ISE, forse il più importante centro di ricerca europeo sull’energia solare, e del Solar Info Center, vero e proprio “incubatore” di aziende del solare, i cui esperti sono a disposizione per incontrare le delegazioni in visita. Persino lo stadio di calcio del Freiburg SC è ricoperto di pannelli fotovoltaici, che lo rendono il primo stadio solare in Germania. Nel territorio della città è inoltre possibile vedere in azione micro-turbine idroelettriche del tipo “a vite di Archimede”, ammirando le ingegnose soluzioni per la loro integrazione nel paesaggio urbano e fluviale. Moltissimi quartieri di Friburgo sono serviti da avanzati sistemi di teleriscaldamento alimentati da centrali di cogenerazione di calore ed energia elettrica, una soluzione sempre più adottata anche nelle città italiane. Dal 2017, uno dei primi esempi in europa di rete di teleriscaldamento alimentata da pannelli solari termici residenziali è visitabile nel nuovissimo quartiere di Gutleutmatten. Tutte queste soluzioni contribuiscono a diversificare le fonti di approvvigionamento di energia della città verso un obiettivo comune: Friburgo “carbon neutral” nel 2050.

Architettura verde

Gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo di energia in Europa, e oltre tre edifici su quattro sono inefficienti dal punto di vista energetico. Intervenire sul “parco edifici” è dunque fondamentale se si vuole creare una città sostenibile e diminuirne le emissioni climalteranti. A Friburgo, i due esempi più noti – ma non gli unici – di architettura sostenibile sono i quartieri di Vauban e Rieselfeld, costruiti già dalla fine degli anni ’90 con limiti di consumo di energia finale pari a 55 kWh/m2/anno (Standard 55), equivalente alla Classe B italiana. Isolamento a cappotto, vetri doppi e tripli, infissi in legno e riduzione dei ponti termici sono stati sperimentati in maniera diffusa per la prima volta a Friburgo, e fanno ormai parte di qualsiasi buon progetto di riqualificazione o di nuova costruzione. Gli architetti che hanno progettato il nuovo quartiere di Gutleutmatten sono a disposizione per raccontarci come hanno progettato edifici performanti ed economici, che potessero accogliere famiglie di ogni strato sociale e ridurre i loro consumi energetici allo stesso tempo. Le tecniche costruttive si aggiornano ed evolvono costantamente, e il micro-quartiere del “villaggio solare” (Solarsiedlung) o il nuovo municipio di Friburgo rappresentano un passo ulteriore, essendo edifici “energie plus” che producono più energia di quella che consumano grazie ad interventi radicali di isolamento e ad un impiego massiccio di superfici fotovoltaiche. Il primo edificio al mondo di questo tipo, l’Heliotrop, è un “prototipo” realizzato nel 1994 ed è certamente una tappa obbligata in città: quante volte capita di vedere una casa che gira con il sole?

Mobilità Sostenibile

In Italia il 60% degli spostamenti viene effettuato in auto, e 65 persone su 100 possiedono una macchina – il paese più “autocentrico” d’Europa. A Friburgo, solo il 18% degli spostamenti avviene in auto, e nel quartiere di Vauban solo 17 persone su 100 ne possiedono una. Ma a Vauban non esiste una sola pista ciclabile, in tutta Friburgo non c’è la metropolitana e lo stadio del Friburgo ospita 20.000 persone ogni partita ma è vietato parcheggiarvi la macchina. Come si arriva a questi risultati? In questi mesi decine di città italiane stanno lavorando alla definizione e approvazione del PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: attraverso presentazioni di esperti, visite ad esempi pratici, incontri e scambi di idee con altri partecipanti e tecnici locali, lavori di gruppo e brainstorming facilitati, i partecipanti potranno verificare come il “problema del traffico” possa essere affrontato con successo grazie a soluzioni innovative, attraenti ed economiche. La mobilità di Friburgo è il frutto, in primo luogo, di scelte coraggiose sull’utilizzo dei suoi spazi pubblici, dalle strade alle piazze. Concependo l’automobile come “solo uno dei” possibili mezzi di trasporto, la politica cittadina ha restituito la città alle persone. Dedicando corsie preferenziali ai mezzi pubblici, li ha resi competitivi rispetto all’auto privata in termini di velocità e affidabilità. Tramite importanti misure di moderazione del traffico, ha reso sicuro e divertente spostarsi a piedi o in bici. Infine, un sistema di integrazione di tutti i sistemi di mobilità alternativa facilita l’inter-modalità e rende possibile a tutti lasciare l’auto a casa o, magari, al concessionario.

La foresta come capitale naturale

Il 43% della superficie del territorio comunale è costituito dallo Stadtwald, la foresta di gestione municipale. Questi 5200 ettari di bosco in costante crescita, con maggioranza di latifoglie verso la pianura e di conifere nelle prime pendici della Foresta Nera, è gestito in modo sostenibile dagli oltre 50 Förster di dipendenza comunale, ed è stato certificato secondo lo standard FSC già nel 1999. Il “bosco di città” quindi, non rappresenta solo un arricchimento paesaggistico e ricreativo, ma fornisce importanti contributi in termini di lotta al cambiamento climatico (un singolo faggio sottrae all’atmosfera oltre 6 tonnellate di CO2 all’anno), di difesa dalle erosioni e dalle estremità climatiche, di regolazione della biodiversità. Infine il taglio regolamentato degli alberi (40.000 mq l’anno, il 10% dei quali rimangono come “legno morto” nella foresta con funzioni di nutrimento del terreno) contribuisce per oltre due milioni di euro al bilancio annuale cittadino, con importanti ricadute sull’economia locale. La Waldhaus (centro di educazione pedagogica sulla cultura del bosco), il Dipartimento Forestale e l’Istituto di Ricerca sull’Economia Forestale rappresentano importanti contatti dove informarsi e scambiare idee su progetti, iniziative, tecniche di gestione e politiche che possono ispirare analoghe scelte nelle città italiane.

 

Dall’agricoltura biologica a un ciclo sostenibile del cibo

…dal campo al piatto. Già nei primi anni ’90 intorno a Friburgo si sono sviluppate le prime esperienze di agricoltura biologica, soprattutto nel campo dell’orticultura e della viticultura. Il trend si è mantenuto costante nel tempo, dando origine a una cultura sostenibile del cibo, che va oltre l’idea di una semplice alimentazione biologica, stagionale e a “chilometro zero”. Questi concetti sono stati applicati alle diverse fasi della filiera del cibo, coinvolgendo produzione e consumo, lavorazione e distribuzione, con la partecipazione degli attori più diversi e con notevoli conseguenze su cultura, economia e qualità della vita. È grazie a queste esperienze che Friburgo è stata tra le prime città tedesche a dotarsi di un Ernährungsrat (Commissione dell’Alimentazione) o a vedere nascere società ad azionariato popolare per il sostegno di start-up nella filiera gastronomica a forte sostenibilità biologica, economica e sociale. Anche lo sviluppo dei numerosi orti urbani è parte di questo processo. L’incontro con queste ed altre realtà, che negli ultimi anni hanno visto importanti interazioni con temi quali cultura ed integrazione dei migranti, possono essere elementi di studio e confronto per i partecipanti alle visite.

 

Gestione dei rifiuti vuol dire non produrne

A Friburgo il principio delle 3R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo) è messo in pratica da decenni ed evita il consumo di risorse naturali per la produzione di imballaggi o prodotti usa-e-getta. Tantissime realtà differenti operano in città per fare in modo che la raccolta differenziata sia solo “l’ultima fase”: il sistema della Flaschenpfand, attivo in tutta la Germania, permette la raccolta del vuoto a rendere di vetro e plastica con la restituzione di una cauzione.  I gestori del Glaskiste, negozio “waste-free” nel centro della città, saranno felici di raccontare la loro esperienza e le loro difficoltà nel cercare di rendere possibile fare la spesa quotidiana senza produrre rifiuti. In uno qualsiasi dei 9 “punti di consegna” dell’associazione foodsharing si possono trovare ad ogni ora del giorno i cibi – non scaduti – che i supermercati avrebbero buttato via, e che i volontari dell’associazione recuperano e consegnano gratis a chiunque li voglia consumare. Chiederemo ai responsabili come hanno fatto ad inserirsi nelle maglie di un sistema notoriamente “chiuso” al recupero come quello della grande distribuzione, raccogliendo preziosi consigli da riportare in Italia. Più di 132 bar, ristoranti e negozi partecipano al progetto Freiburg Cup, una tazza di plastica dura riutilizzabile che viene consegnata e restituita con 1€ di cauzione. La municipalità di Friburgo risponde in questo modo alle oltre sette milioni di tazze che ogni giorno vengono gettate in Germania, ed è sempre pronta a condividere le proprie idee e a dare suggerimenti alle delegazioni in visita.