La prof. Lenzerini del Liceo Roiti di Ferrara racconta la Study Visit Friburgo

Abbiamo chiesto alla professoressa Cecilia Lenzerini, da quest’anno insegnante di Scienze naturali al Liceo Scientifico “Roiti” di Ferrara, di raccontarci l’esperienza della Study Visit Friburgo realizzata dal 3 al 6 maggio 2016. Silenzio e aria pulita in una città senza traffico dove regna sovrana la bicicletta: leggi il racconto di quello che ha colpito di più questa insegnante e i suoi studenti.

Ornella Menculini (Punto 3): E’ passato poco più di un mese dal viaggio a Friburgo: ci racconta le sue impressioni a caldo?

Prof. Cecilia Lenzerini: Le due cose che ci hanno colpito di più di Friburgo sono state il silenzio e l’aria pulita, che abbiamo subito associato all’assenza di traffico. Eppure, nonostante lo scarso ricorso alle auto,  a Friburgo abbiamo constatato una grande libertà di movimento e la facilità degli spostamenti, grazie all’efficienza dei mezzi pubblici, che abbiamo impiegato sempre durante la nostra permanenza: i mezzi pubblici infatti sono comodi e puntuali: due caratteristiche che hanno colpito gli studenti perchè sono abituati ad associare la scelta di utilizzare un mezzo pubblico a un certo disagio nella organizzazione delle proprie attività (ad esempio, ritardo ad appuntamenti).

Ornella Menculini (Punto 3): Perchè Friburgo è bella?

Prof. Cecilia Lenzerini: Sicuramente la posizione geografica della città (limitrofa alla Foresta Nera, n.d.r.) aiuta certamente la qualità della vita: a piedi si raggiunge in pochi minuti il bosco, un ambiente naturale di grandissimo pregio, come abbiamo fatto per andare al centro pedagogico Waldhaus attraversando i campi. Il centro cittadino è pochi passi, ma quando si raggiunge il bosco non si ha quasi percezione di ciò.

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L’assenza di auto ci ha colpito anche allo stadio, dove sorprende di vedere una struttura così grande con un piccolo parcheggio limitrofo (ce n’è uno grande, ma piuttosto distante): eppure è così facile e comodo andare a vedere la partita con i mezzi pubblici. Ai ragazzi è piaciuta l’idea di evitare i materiali usa e getta per le bevande e di usare il metodo della cauzione per incentivare la pulizia dello stadio ad opera dei giovanissimi.

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Anche a Vauban i ragazzi sono rimasti stupiti dal fatto che pochissimi hanno un’auto di proprietà e hanno percepito una dimensione di vita a misura d’uomo, vedendo i bambini giocare da soli ai giardinetti come da noi fino a un pò di tempo fa, alla ri-scoperta di una dimensione di quartiere, incentrata sui valori della condivisione e della solidarietà.

Ornella Menculini (Punto 3): Perchè consiglierebbe a un altro insegnante di fare una Study Visit Friburgo?

Prof. Cecilia Lenzerini: Prima di tutto perchè per i ragazzi è un’esperienza piacevole e divertente. Le attività proposte dagli esperti di Aiforia sono state coinvolgenti e non accademiche, in particolare quando sono stati coinvolti nella caccia al tesoro che li ha portati in giro per la città in modo autonomo rendendoli protagonisti degli aspetti di sostenibilità. Ad esempio è stato chiesto loro di realizzare un video su un aspetto della sostenibilità e ce ne sono alcuni che erano particolarmente divertenti perchè veniva attribuito un punteggio ulteriore se faceva ridere. E poi dovevano comporre un numero con il loro corpo… hanno liberato la loro creatività.

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Consiglierei Friburgo inoltre perchè l’organizzazione è stata ineccepibile: se devo pensare a qualcosa che non ha funzionato, sinceramente non mi viene in mente niente. Abbiamo apprezzato anche la sistemazione. L’ostello è in una bellissima posizione vicino al fiume, e questo ha creato una condizione favorevole per vivere meglio la sostenibilità urbana di Friburgo: perchè pur alloggiando nel verde vicino al fiume, potevamo raggiungere facilmente il centro. I ragazzi non sono stati limitati nel loro modo di agire perchè di giorno hanno avuto a disposizione spazi all’aperto per stare insieme, di sera la taverna per trascorrere le ore dopo cena senza disturbare gli altri ospiti e senza creare problemi agli accompagnatori.

Ornella Menculini (Punto 3): Cosa suggerirebbe agli altri insegnanti che intendono fare una Study Visit Friburgo?

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Prof. Cecilia Lenzerini: Io suggerirei di utilizzare il treno. Noi siamo andati in pullman, però una volta arrivati non l’abbiamo più utilizzato, perchè abbiamo sempre preso i mezzi pubblici o la bicicletta oppure abbiamo camminato a piedi, quindi a me è sembrato un pò uno spreco. Il treno è una soluzione sicuramente più economica e inoltre ha un valore aggiuntivo dal punto di vista formativo perchè diventa una ulteriore riflessione sul tema della mobilità sostenibile. Un’altra cosa che suggerirei è di realizzare la passeggiata in bicicletta, molto apprezzata dagli studenti ferraresi, i quali, pur essendo abituati all’utilizzo quotidiano di questo mezzo, hanno considerato molto positivo il fatto che a Friburgo la bici regna sovrana e che il traffico delle auto è organizzato in funzione dei ciclisti: non potevano credere ai loro occhi guardando le macchine seguire i ciclisti senza nemmeno suonare!

Ornella Menculini (Punto 3): Pensa di dare seguito a questa esperienza nel programma di studio del prossimo anno?

Prof. Cecilia Lenzerini: Come insegnante di Scienze vorrei dare continuità a questo viaggio approfondendo i temi relativi alla sostenibilità, soprattutto per quanto riguarda lo spreco di risorse e i cambiamenti climatici. L’altra cosa che ho in mente, dato che i ragazzi il prossimo anno saranno in quinta, è di affrontare con loro le prospettive occupazionali nel settore della green economy.

Le Study Visit Friburgo sono già da alcuni anni un progetto d’istituto del Liceo Roiti di Ferrara e la sensibilità per i temi della sostenibilità è già diffusa in questa scuola, anche se nella programmazione non c’è una indicazione specifica di trattarli.

A noi non resta che ringraziare di cuore questa scuola e questi ragazzi con i quali abbiamo trascorso tante ore veramente piacevoli. Buone vacanze a tutti voi!

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