Dopo Friburgo: gli studenti del Liceo Scientifico G. Bruno di Budrio (BO)

Dopo il viaggio d’istruzione a Friburgo gli studenti della 4 B del Liceo Scientifico G. Bruno di Budrio (BO), sono stati invitati dalla prof.ssa di Lettere Valeria Negroni a elaborare articoli su come migliorare, dal punto di vista della sostenibilità, le loro città. Siamo felici di condividere con voi i pensieri di questi studenti che hanno dato un importante seguito alla loro esperienza a Friburgo.

Cittadino, a te la scelta

di Agnese Bonato

L’ecoquartiere Vauban è una ricca fonte di spunti per migliorare la sostenibilità nelle aree urbane. Tra questi, l’idea di replicare il “Forum Vauban” composto dai residenti per organizzare gli spazi pubblici e le aree verdi.

Il progetto degli studenti è quello di fondare un “Forum Budrio”, favorendo una rete di comunicazione Comune-cittadino per valutare come integrare le necessità di tutti, lasciando al cittadino la possibilità di scegliere come usufruire dello spazio che in parte gli appartiene.

Un’altra idea di Agnese è quella di replicare a Budrio le spielstrasse: “strade di gioco” a traffico limitato dove le auto possono passare solo a 5 km/h per scaricare, senza sostare.

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Perché non portare le spielstrasse anche a Budrio? Le strade aperte al gioco dei bambini fanno parte della tradizione, infatti fino a circa 50 anni fa i “fangén” erano liberi di correre per le vie del paese. Si tratta quindi di “spolverare la tradizione”. Limitare il traffico in alcune strade comporterebbe creare punti di ritrovo sicuri e all’aria aperta, vicini a casa, per i più piccoli. Un luogo che permetta di inventare giochi nuovi che in casa non si possono fare.

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Natura e città in conflitto

di Gioia Brunetti

Il Comune di Molinella (BO) ce la farà a migliorare la qualità dei trasporti? A migliorare i collegamenti città-campagna?  A facilitare la mobilità cicilabile? In questo articolo una completa disamina dei problemi della cittadina bolognese.

Adolescenti, adulti ed anziani sono costretti ad usufruire dei trasporti privati per spostarsi all’interno della provincia e della città stessa per una forte mancanza di mezzi pubblici. Si denunciano inoltre un mal funzionamento di quei pochi esempi di trasporto presenti nella cittadina e la mancanza al loro interno di strumenti per il sostegno alle persone disabili .
Forti carenze della stessa natura si ritrovano anche all’interno degli spazi urbani circostanti. Piccole province rimangono spesso separate e non collegate alle città maggiori, incentivando ulteriormente l’utilizzo delle auto private dei singoli cittadini.
Traffico e inquinamento sono dunque i principali nemici dell’ambiente ed inoltre l’utilizzo degli spazi aperti sta svanendo completamente.
Gli spazi verdi dedicati al gioco, agli animali e all’intrattenimento cittadino sono pochi e ormai, in completo disuso. La maggio parte di questi infatti, è stata oggetto di azioni di vandalismo e quindi resi inaccessibili all’intera popolazione.

Gioia fa una denuncia con un piccolo barlume di speranza nel cambiamento.

La città tedesca rimarrà una lontana visione di puro ottimismo se la rappresentanza pubblica della città non agisce con la promozione di interventi eco-sostenibili e la riqualificazione degli spazi pubblici.

Leggi tutto l’articolo di Gioia

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Nuova vita per la periferia

di Federica Gnudi

Il contrasto tra le nostre periferie e il modello di Vauban e Rieselfeld a Friburgo. Un interessante “saggio breve” sull’evoluzione del rapporto città-campagna e della qualità della vita e delle relazioni sociali nelle periferie italiane e sulla possibilità di un nuovo approccio.

Le periferie stanno assumendo sempre più l’aspetto di dormitori, non soddisfando i bisogni dei cittadini con servizi adeguati. O riprendendo Perego in un recente saggio, diventando qualcosa di brutto « “un nuovo oggetto storico” senza limiti né soglie; un “dappertutto che è in nessun luogo” ». Ed è proprio qui che bisogna intervenire, sulle periferie. Il progetto delle Nazioni Unite per uscire dalla crisi prevede un green new deal caratterizzata da una maggiore attenzione per la salute del pianeta, come scrive Fabiola Frattini parlando dei quartieri sostenibili di Friburgo.
La stessa Frattini indica la città tedesca come esempio di approccio verde. Friburgo infatti, prima di altre, ha avuto l’accortezza di improntare il suo sviluppo in modo sostenibile con le sue centinaia di chilometri di trasporto pubblico e di mobilità sostenibile ha reso possibile la circolazione degli abitanti da una parte all’altra della città, diventando un “luogo dalle corte distanze” (l’inglese city of short distances). L’intera città è infatti collegata da percorsi tranviari o da autobus, con fermate a non più di 400 metri da ogni abitazione. Inoltre viene sfavorito l’utilizzo dell’automobile grazie al centro interamente car free e in continua espansione. A Friburgo come già in diverse parti della Germania sono poi molto utilizzate le biciclette che possono essere affittate oppure riposte in appositi garage.

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